mercoledì 2 febbraio 2011

Dice che il diavolo c'ha la mira scarsa

E' sempre una grande soddisfazione quando in una vecchia leggenda o storia popolare troviamo la possibilità di riscontrare le prove toccandole con mano, senza doverci limitare al classico “dice che.." ed è per questo motivo che ho deciso di portarvi in cima al colle Aventino, oltre che per una passeggiata in una delle zone più belle della città, per andare a cercare le testimonianze tangibili di due storie piuttosto curiose.


La nostra meta è la basilica di Santa Sabina, una delle chiese paleocristiane più antiche e meglio conservate di Roma, legata al culto dei frati Domenicani e in particolare alla figura di S.Domenico. Nonostante sia solito lasciare l'approfondimento dell' aspetto artistico dei monumenti a fonti e guide decisamente più autorevoli, in favore di piccole curiosità e cazzeggi vari, questa volta non posso fare a meno di soffermarmi sul meraviglioso portale ligneo di ingresso (non essendo la basilica dotata di facciata si accede al portale principale aggirandola alla vostra sinistra) risalente al V secolo e sorprendentemente conservato fino ad oggi. Tra i 18 riquadri scolpiti nel legno di cipresso rimasti a rappresentare scene del vecchio e nuovo testamento ritroviamo infatti la più antica rappresentazione plastica della crocifissione giunta fino a noi. Quello che possiamo definire il vero e proprio antenato del classico crocifisso, per quanto ancora lontano dai canoni successivi di rappresentazione della sofferenza.


Proprio di fronte al portale noterete una specie di oblò da cui sarà possibile scorgere un albero di arancio. Non ci trovate nulla di speciale? In effetti il bello di questa città è proprio la sua capacità di sorprenderci in maniera inaspettata, ed è così che vi scoprirete ad ammirare aldilà del muro il primo esemplare di albero d'arancio trapiantato in Italia, una pianta miracolosa che dopo più di otto secoli continua indisturbata a dare i suoi frutti. San Domenico portò con se dalla Spagna un pollone di questa specie nel 1220 e lo piantò nel chiostro del convento. Per chi come me non riesce a far sopravvivere nemmeno un cactus per più di 45 secondi , la miracolosità dell'evento è palese e non avrebbe bisogno di ulteriori indagini. Sembrerebbe  che la pianta continui a rinnovarsi ogni volta su se stessa perpetuando la sua fioritura a distanza di oltre otto secoli. I frutti vengono ovviamente considerati miracolosi e a questo punto sorge il sospetto che la tattica dell'oblò serva solo a scongiurare orde di invasati che possano depredare l'albero delle sue miracolose arance, magari con l'intento di avviare un business di spremute d'arancia in concorrenza diretta con quello della più celebre acqua di Lourdes. Sempre dallo stesso albero si dice che siano state colte le famose cinque arance poi candite che vennero donate da S.Caterina da Siena a Papa Urbano VI nel 1379: le stesse vennero candite per dimostrare al suddetto Papa, ritenuto di carattere impetuoso e violento, come anche un frutto aspro potesse all’occorrenza riempirsi di dolcezza. Una sorta di messaggio in codice per il Papa contenente l'invito ad addolcirsi. Detto questo spero che non vi risentirete quando un vostro ospite si presenterà a cena da voi annunciando di aver portato il ciambellone allo yogurt. Non è infatti detto che come S. Caterina abbia utilizzato questo subdolo trucco di omaggiarvi con un dolce con l'intento di affermare che siete solo dei maledettissimi acidi del cazzo.


A questo punto potrete varcare l'imponente portale e portarvi all'interno della chiesa. Se guardate alla vostra sinistra, appoggiata come se fosse stata dimenticata sopra una colonnina in un angolo, noterete una grossa pietra nera di forma rotonda. Eccovi dunque al cospetto della temibile LAPIS DIABOLI, la cosiddetta pietra del diavolo. Narra la leggenda che mentre S.Domenico fosse intento a pregare sopra una lastra marmorea posta a protezione delle ossa di alcuni martiri, il diavolo in persona, irritato da tanta devozione e mosso dallo stesso istinto che vi avrebbe portato a scagliare uno zaino in testa al secchione della classe ai tempi della scuola, raccolse dal tetto un'enorme pietra di basalto e la lanciò con tutta la sua forza contro il santo. Essendo evidentemente dotato di scarsissima mira, lisciò clamorosamente il sant'uomo, mandando comunque in frantumi la suddetta lastra di marmo ( sembra che in realtà la lapide venne spezzata dall'architetto Domenico Fontana durante un restauro del 1527, per quanto noi rimaniamo sempre sostenitori accaniti della leggenda). Come in tutte le storie di cortile che si rispettino, in cui una pallonata finisce regolarmente a disintegrare la finestra della vicina, la grossa pietra nera, sulla quale si possono ben notare i segni degli artigli del demonio che la strinsero con forza, venne dunque sequestrata e riposta sopra la colonnina tortile al lato dell'ingresso (anche qui la noiosa realtà sembra far coincidere la pietra con il peso di una bilancia romana ritrovato nei sotterranei). Inutile aggiungere che S. Domenico ne uscì illeso e soddisfatto.
L'ultima curiosità del luogo è che proprio S.Sabina fu sede di un curioso conclave nel 1287. Quando i cardinali si riunirono all'interno della basilica per eleggere il nuovo pontefice alla morte di papa Onorio IV, scoppiò a Roma una terribile epidemia di malaria che non risparmiò nemmeno alcuni tra i cardinali chiusi in conclave. Quando tutti fuggirono dalla città per evitare il contagio, solo uno di loro rimase sul posto, e come in una sorta di antico reality show dove solamente un vincitore riesce a superare la prova settimanale e ad accaparrarsi il titolo di leader, quando il pericolo cessò fu proprio lui, Girolamo Masci, che in onore del suo stoicismo e senza l'aiuto del televoto, fu eletto all'unanimità papa Niccolò IV.


Aldilà di queste storie, S.Sabina e l'Aventino meritano veramente il piacere di una passeggiata.
A fianco della chiesa potrete inoltre fare una sosta nell'incantevole giardino degli aranci: una piccola e suggestiva terrazza su Roma, dove circondati di alberi d'arancio e con una spettacolare vista sulla città, avrete lo scenario perfetto per una romantica passeggiata in solitudine o con la vostra metà.
Non essendoci punti di ristoro nei dintorni vi consigliamo di portare il panino con la porchetta direttamente da casa.

S.Sabina è aperta tutti i giorni dalle 7:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00


9 commenti:

  1. hola! grazie per la citazione :D
    ti abbiamo inserito come fuori concorso ;D

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  2. Bellissimo racconto, mi piace tanto come scrivi! Ci son stata 2 anni fa ed è davvero un posto che merita di essere visitato. Sconosciuto ai +, è cosi intimo. E poi il giardino degli aranci e cosi romanticoo!!

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  3. ciao Cleare! grazie per i complimenti..e se ti viene in mente qualche altro bel posto sconosciuto ai più passaci la dritta ;)

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  4. Andrea, leggerti è stato un piacere!
    Una descrizione accurata, personale e soprattutto coinvolgente.
    Seguo il tuo consiglio e non solo mi fido....ma mi affido al tuo buon cuore ......scriverai un po' più grande vero?? Sennò devo rivolgermi a S. Lucia!!!

    Un saluto,

    Fabi

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  5. hahaha grazie Fabiana.
    Non sei la prima che mi accusa di accecamento premeditato.
    prometto che presto mi metterò bravo a bravo a ingrandire il carattere di tutti i post e a risistemare le foto di conseguenza..ecco sono già stanco alla idea ;)
    A presto!

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  6. io non sono originaria di Roma e al primo appuntamento il mio futuro marito mi portò proprio al giardino degli aranci, quindi questa lettura mi ha particolarmente coinvolta. P.S. e poi la marmellata di arance è la mia preferita!

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  7. P.S.: Io ci sono, partecipo di sicuro!

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  8. @Turista Ottima mossa...il giardino degli aranci funziona sempre! ;)

    @Irina Benvenuta!

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  9. Altra meta toccata nella visita dell'anno scorso, e credo che sia uno dei luoghi che mia sia rimasto più nel cuore di tutti.. Un angolo di paradiso a due e dico due passi dal caotico centro di Roma, una serie di Chiese, una più bella dell'altra, e quell'arancio che anche io ho sbirciato dal foro ignara che avesse 8 secoli di vita, è qualcosa di unico e speciale, come speciale è la terrazza, una vera cartolina sulla città Eterna!!
    Io amo Roma, è davvero una città incantata!!

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