lunedì 10 dicembre 2012

Dice che i "Baptai" festeggiavano alla grande


Nell'elegante quiete borghese del quartiere Pinciano, qualora riteniate che gli unici segreti custoditi dai garage siano i lussuosi macchinoni dei residenti, sarete sorpresi di scoprire che proprio lungo l'anonima rampa di accesso ad un garage condominiale si nasconde uno dei più affascinanti ed enigmatici sotterranei di Roma: il misterioso Ipogeo di via Livenza, situato appunto tra via Livenza e via Po. Il motivo di tale generica denominazione è dato dalla mancata identificazione della funzionalità di questo sito. Ipogeo  (letteralmente dal Greco upo/sotto geo/terra) sta in effetti ad indicare un imprecisato luogo sotterraneo, motivo per il quale la prossima volta che dovrete scendere in cantina a recuperare una bottiglia di vino potreste di diritto cimentarvi in un altisonante "scendo n'attimo a prende n'artra boccia giù all'ipogeo". Il che susciterà certamente l'ammirazione (e qualche vaffa) da parte dei vostri commensali. Ma da dove nascono questi dubbi interpretativi sulla natura del luogo? Innanzitutto possiamo notare che l'ipogeo venne originariamente concepito come sotterraneo, il che ci viene confermato dal fatto che per accedere al suo interno ci troveremo a discendere i gradini originali della struttura. Purtroppo gran parte dell' ambiente è stato sacrificato dai lavori di costruzione dei palazzi sovrastanti, quando nell'impeto distruttivo dei palazzinari di inizio secolo scorso, solo la sezione più settentrionale venne risparmiata, forse per caso o forse in virtù dell'eccezionalità dell'impianto decorativo. Di quello che doveva essere un ambiente ellittico rimane dunque solo questa piccola porzione, consistente in una piscina, una splendida nicchia riccamente affrescata e i residui di una coloratissima decorazione mosaicale.


Prima di addentrarci nelle possibili interpretazioni, sarà bene descrivere i soggetti decorativi e la struttura della vasca-piscina, per raccogliere i primi indizi ed iniziare quindi a formulare le diverse ipotesi. La piscina è un vascone profondo due metri e mezzo foderato in cocciopesto, nel quale si accede attraverso tre gradoni piuttosto alti (il primo è stato riciclato da una lapide con un intuizione death-design piuttosto notevole). Sia l'altezza del fondo che quella del gradino iniziale fanno sorgere i primi dubbi in merito ad un possibile utilizzo a scopo ricreativo. Basti immaginare a come reagiremmo se andassimo in una Spa e ci ritrovassimo una vasca idromassaggio alta tre metri (lapide a parte), senza considerare inoltre che la presunta "bassezza" dei nostri antenati avrebbe contribuito a rendere la cosa ancora più seccante. L'acqua sgorgava direttamente da una sorgente naturale preesistente per mezzo di un tubo di terracotta, mentre per lo svuotamento e il ricambio notiamo sulla sinistra un ingegnoso sistema di apertura e chiusura a scorrimento tipo saracinesca.


Sovrasta la vasca una splendida nicchia riccamente decorata sia all'interno che ai suoi lati. Sul lato sinistro troviamo la figura di Diana/Artemide nell'atto di estrarre una freccia dalla faretra per cacciare un cervo, mentre sul lato opposto una ninfa animalista accarezza un piccolo bambi. Il tutto in un ambiente agreste rappresentato con notevole padronanza della prospettiva e dei chiaro-scuri. A prima vista potremmo quindi dedurre di trovarci al cospetto di personaggi e simbologie pagane. In realtà, se andiamo a curiosare sui resti della decorazione a mosaico nella parete laterale, scopriremo i dettagli superstiti di una rappresentazione a soggetto cristiano, dove si percepisce la figura di un uomo inginocchiato davanti ad una fonte, affiancato da un'altra figura in piedi. Secondo l'iconografia cristiana sembrerebbe rappresentare l'episodio di Pietro che fa scaturire l'acqua da una fonte per dissetare (e simbolicamente battezzare) un centurione. Quindi un episodio decisamente legato alla "nuova" religione. Tutto intorno amorini ed eroti dediti a scene di vita acquatica e fancazzismo marino (chi pesca, chi gioca coi cigni, chi nuota).

Per fare un pò più di chiarezza sarà bene definire il contesto storico in cui ci troviamo, accertato con precisione dalla presenza di un bollo (il marchio di fabbrica) con il monogramma di Costantino impresso su un mattone che ci riporta immediatamente in epoca Costantiniana, e dunque nella seconda metà del IV secolo D.C.. Costantino fu il primo imperatore ad ammettere e conseguentemente a istituzionalizzare il cristianesimo dopo secoli di persecuzioni, seguito da Giuliano l'Apostata che tentò un breve revival del paganesimo, fino alla definitiva consacrazione del cristianesimo come unica religione di stato da parte di Teodosio. Tutto questo ci fa comprendere quindi come in un'opera di quel periodo potesse essere normale trovare confusamente affiancati simboli del cristianesimo e retaggi del paganesimo. E chissà che addirittura non si fosse utilizzata la figura di Diana come metafora del paganesimo che scaccia i cervi (cristiani) in opposizione alla ninfa che li accoglie e accarezza (interpretazione decisamente forzata per i miei gusti). L'immagine di Pietro alla fonte e tutta una serie di elementi che rimandano all'acqua potrebbe quindi far supporre la funzionalità del luogo a battistero cristiano. Ma anche in questo caso un battesimo in due metri e mezzo di vasca risulterebbe un operazione piuttosto complessa, e quindi poco convincente.


Infinitamente più affascinate è l'ipotesi che rimanda alla setta misterica di origine Tracia dei cosiddetti Baptai, adoratori di una certa dea Cotys, in tutto e per tutto assimilabile ad Artemide. Questo spiegherebbe allo stesso tempo la presenza di Diana e quella di una vasca più profonda. In effetti quello che oggi potrebbe apparirci come un Rave finito male, consisteva allora in un preciso schema rituale, dove in un crescendo di alcol e pratiche orgiastiche, la presenza dell'acqua e quindi di una vasca risultava fondamentale per accompagnare i partecipanti all'apice della festa con un tuffo nell'acqua gelata. Il conseguente shock termico subito in condizioni da "ritiro patente" era coraggiosamente definito dagli adepti come "shock dell'estasi". E allora come giustificheremmo la presenza del Pietro battista? Come per il culto Mitraico, dove ritroviamo numerose analogie con la religione cristiana, non sarebbe così strano poter ammettere una coesistenza di simboli (quelli che so' strani forte sono al limite i Baptai). Numerose altre ipotesi vanno dal troppo generico (luogo segreto destinato a riti magici) al decisamente più logico (luogo di riunione di una setta sincretista, corrente religiosa in cui convergono simbologie e pratiche provenienti da più religioni diverse), ma se la soluzione fosse infine quella più semplice? Nei pressi della frequentatissima via Salaria, la consolare che tagliava l'Italia dal Tirreno all'Adriatico per permettere il trasporto del sale dal guado del Tevere alla Sabina (Salaria dunque da sale, per chi ancora stesse cercando di capire chi fosse il console "Salario"), sgorgava al tempo una sorgente d'acqua. Allo sbocco di questa sorgente si decise dunque di costruire un ninfeo, una sorta di autogrill alle porte della città per dare modo ai viaggiatori appena arrivati di rinfrescarsi e poter fare una sosta rigenerante. La decorazione "mista" risulta dunque una scelta di ruffiano "marketing" della tolleranza, che nel flusso cosmopolita dei viaggiatori, tradizionalisti pagani e neo-riconosciuti cristiani, aveva l'obiettivo di non scontentare nessuno.
Io dico che quest'ultima ipotesi non fa una piega, ma se qualcuno dovesse aprire domani su facebook l'evento "festa baptai"..fate conto che ho già cliccato su "parteciperò".


Per accedere al sito il consiglio è di rivolgersi ad associazioni specializzate come "Roma Sotterranea" o "i sotterranei di Roma"., che organizzano visite periodiche all'ipogeo.

14 commenti:

  1. Semplicemente Meraviglioso! molto affascinante anche la descrizione storica :-) complimenti!

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    1. Grazie PeraSarda(confesso che mi fa strano chiamarti così ;)) )!! Per le tue prossime incursioni a Roma non esitare a chiedere dritte :)

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  2. Sempre interessantissimi i tuoi post, ricchi di nozioni e...sano kazzeggio: mi sono seghettato in due sul fancazzismo marino, per non parlare della ricostruzione storica dei ninfei, primi esempi di autogrill. :)))

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    1. hahahaha grazie Piè! Come vorrei esse un amorino fancazzista pur'io in questo momento ;)

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  3. Praticamente ci facevano il bunga bunga lì

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    1. hahaha sicuramente una versione più raffinata (ce vole poco), a meno che non ci fosse anche allora una Minetti travestita da Artemide!

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  4. Certo che a Roma appena si alza una pietra si trovano piccoli e grandi tesori, Anche un antenato dei più moderni autogrill.

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    1. se continuano così avrò ancora molto lavoro da fare per questo blog ;) Buone feste Tiziana!

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  5. Roma, infinita scoperta di nuovi angoli e nuovi tesori.
    Buon Natale,Costantino.

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    1. Buone feste anche a te Costantino!

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  6. Baptai eh? Credo d'aver trovato il modo di festeggiare per bene capodanno... Adesso devo solo trovare la vasca adatta... :D
    Buon Natale animalaccio!

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    1. attento che lo shock dell'estasi dopo cotechino e lenticchie potrebbe esserti fatale! :D Tanti auguri caro!

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  7. Amo la cultura e ogni volta che ho voglia d'imparare qualcosa in più entro nel tuo blog,dove trovo dei bellisimi post che valgono la pena leggere.Ottimo articolo.

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    1. Grazie Elena!! Qui si fa cultura alla buona, imparando e sorridendo ;)

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