domenica 15 aprile 2012

Dice "prendete e mangiatene tutti"


Se fino a questo momento la nostra esperienza con le confraternite romane si era limitata all'esplorazione di cripte polverose popolate di teschi, sarete indubbiamente sollevati nello scoprire che la consueta accoppiata “tibie e femori” verrà sostituita  in questo caso dall’infinitamente più rassicurante binomio “porchetta e coratella”: stiamo infatti per fare conoscenza con la confraternita dei macellai di Roma. L’occasione ci viene offerta dalle celebrazioni officiate dai confratelli nel corso della domenica delle palme, quando una solenne messa nello splendido cortile barocco di Palazzo Spada, a due passi dal loro quartier generale in Piazza della Quercia, anticipa la sentita (mini)processione che vede i macellai riportare il gonfalone con l’effigie della Madonna della Quercia nell’omonima chiesetta a lei dedicata. Un momento di devozione e partecipazione religiosa che esploderà nell’estasi multisensoriale di un ricco banchetto offerto dai confratelli in Piazza della Quercia , dove tra porchetta, salame, colomba e coratella, l’anticipo della colazione pasquale rappresenta una vera e propria celebrazione pagana del gusto e dei sapori più tradizionali.


L’origine della confraternita risale agli albori dell'era comunale, quando i rappresentanti delle professioni e dei mestieri iniziarono a riunirsi in associazioni e corporazioni (con fini e conseguenze di tipo economico e politico), dando vita alle cosiddette Università d’arti e mestieri. Quella dei macellai ebbe il suo momento di gloria e protagonismo quando, in occasione della devastazione messa in atto dai Normanni di Roberto il Guiscardo nel 1084, riuscì a difendere e mettere in salvo la sacra icona del SS. Salvatore Acherotipo conservata a S.Giovanni, e portata annualmente in processione tra il Laterano e S. Maria Maggiore. A riconoscimento dell’impresa i macellai vennero assurti a bodyguard ufficiali della preziosa icona, con lo scopo di preservarla dall’esaltazione violenta dei fan in delirio nel corso della stessa processione. Avvalendosi dell’uso di bastoni infuocati per tenere lontani i fedeli (i cosiddetti "stizzi", da cui il secondo appellativo di compagnia degli stizzi), e con quella grazia che è propria di ogni guardia del corpo, furono tuttavia gli stessi macellai a provocare tumulti e risse da processione, e quando per poco non "ci scappò il morto" e la sacra icona rischiò di essere abbrustolita da uno "stizzo", i nostri amici vennero infine licenziati e sostituiti da 39 nobili romani (in seguito la processione venne abolita).


Essendo principalmente di origine maremmana, fu grazie a loro che venne importato nella capitale il culto della Madonna della Quercia, molto diffuso nell'alto Lazio: un’immagine sacra lignea di semplice fattura e dagli attributi miracolosi, così chiamata in virtù dell’originaria collocazione tra i rami di una quercia nella campagna viterbese.  Fu così che Papa Giulio II affidò loro una fatiscente chiesetta per trasformarla in luogo di culto dove venerare la sacra icona, da cui la chiesa prese il nome (la quercia tuttora presente nell’omonimo piazzale sembra essere li semplicemente per confondere le idee). Con il passare del tempo si affiancò all'Università anche la confraternita religiosa, con la funzione di sopperire agli aspetti più umanitari e caritatevoli nei confronti degli associati. Rinnovata nei suoi statuti e nei patrimoni, la confraternita è sopravvissuta alla soppressione dell'Università ed è arrivata fino ai giorni nostri, perseguendo quegli stessi scopi originari di assistenza ai confratelli più bisognosi, con inoltre l’incarico di provvedere alla manutenzione della chiesa di loro proprietà e di "svolgere attività di rappresentanza della categoria degli esercenti macellai di Roma”.

Ed è proprio in questo mix di sacro e promozionale che si svolge la celebrazione della domenica delle palme. E mentre i più devoti assistono al rito nel sontuoso cortile di Palazzo Spada alla presenza di autorità civili, militari e religiose, i peccatori di gola si radunano all’esterno con ostentata nonchalance, intorno alle transenne che delimitano la tavolata già imbandita di ogni bene.  L’avvio della brevissima processione che dal cortile porta alla chiesa, rappresenta il metaforico campanellino del cane di Pavlov che annuncia l'imminenza del banchetto, e a quel punto dalla Madonna a Bacco il passo sarà breve e repentino.


I simpatici confratelli al centro dell’arena distribuiscono piatti alla folla che si accalca, rimpiangendo in cuor loro l’antica consuetudine di poter brandire gli stizzi infuocati, nel tentativo di gestire la perenne insoddisfazione degli astanti: “M’hai dato er piatto senza l’ovo sodo!!”, “Ma le posate nun ce stanno?”, “La coratella nun me ce piace..” (A signò lo vole o nun lo vole?). Con l'immancabile sarcasmo che rende speciale ogni autentico bottegaio romano, si destreggiano fra battute e insofferenza, e di fronte alla signora che chiede delusa come mai manchi la carne, si rivolgono alla volta di una fantomatica cucina: “Aò, so pronti gli straccetti der  tavolo 7?” (ma anvedi questa!). Anche il vino è abbondantemente offerto, in perfetta sintonia con lo spirito assistenziale sancito dagli statuti, e quando tutti hanno infine ottenuto l’agognato piatto, il banchetto collettivo si assesta finalmente all’ombra della quercia, la stessa che da secoli si contende con la Madonna l'origine toponomastica della piazza. La vista di eleganti e dignitose signore che riempiono le loro borse di salame e porchetta, accende per un momento quella scintilla di ribellione, sconforto e solidarietà sociale verso le nuove vittime della maledetta crisi, scintilla che dura giusto il tempo di mettere a fuoco le griffe delle suddette borse e riconoscere nei loro discorsi le privilegiate residenti del centro storico, con la conseguenza che la stretta al cuore lascia immediatamente spazio al desiderio di una stretta al collo. Il banchetto è terminato e anche la mattinata è giunta alla sua conclusione, e tra la folla dei “fedeli” che si disperdono si sente qualcuno che osa: "vabbè s’è fatta ora de pranzo, conosco una trattoria qua vicino…”




25 commenti:

  1. Sebbene io abbia una passione per tutto ciò che è teschiato, devo però ammettere che allo stomaco non si comanda :D E quindi vedere quelle foto con cotante libagioni non mi può che far venire fame e incuriosire :D
    Non conoscevo la Madonna della Quercia! Nè sapevo di questo banchetto. Certo che Roma è sempre piena di spunti e occasioni!!

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    1. hehe anche io sono attratto dal macabro e dalla porchetta allo stesso modo ;) E la madonna della quercia meglio che rimanga un mistero per pochi...sai che ressa altrimenti l'anno prossimo? ;)

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  2. Ogni volta che leggo un nuovo post è una miscellanea di stati d'animo. Sei troppo divertente quando racconti l'assalto al banchetto e mi sorprende sempre il tuo bel modo di scrivere, mi fai entrare nella storia che ci racconti. Le signore arraffone "stilose" sono un fenomeno nazionale, credo. Ma quante ne sai di questa tua Roma bella!

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    1. una scena del genere non poteva che essere di ispirazione ;) E comunque a parte l'assalto al buffet anche la storia della confraternita l'ho trovata molto interessante! Un saluto e grazie come sempre per le belle parole :D

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  3. mi hai fatto venire fame.. senza contare che è quasi ora di pranzo, e che sto in ristrettezze caloriche in vista dell'estate! grrr

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    1. azz..maleddette diete. Io sto ancora in fase allargamento post-pasquale..tu intanto precedimi và, poi me dici se funziona ;) e buon appetito!

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    2. A me piacciono le tue risposte ai commenti quasi quanto i tuoi post :) Peccato non averlo saputo, una bella porchettata condita di coratella ce stava tutta. E 'fanculo alla dieta!

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    3. A Roccia mò pe colpa tuo c'ho l'ansia da prestazione da commento ;)

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  4. Praticamente a me mi sarebbe toccato solo il pane... :) Ciao Andrè

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    1. quello te lo potevo pure lascià...forse ;)

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  5. Il tuo post, oltre a farmi venire fame, mi ha pure istruito a dovere! Non conoscevo né Pavlov né il suo cane e la metafora direi che l'hai azzeccata in pieno! A risentirci!

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    1. E bravo Pierpaolo che approfondisce pure!! Tu sì che dai soddisfazione ;))

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  6. -1 D.Day :-)) ma com'è che a Roma&Dintorni si pensa tanto a mangiare?:p

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    1. -2 aò! La presentazione del libro è venerdì ;)! E chiaramente non mancherà il buffet (appunto, no?).

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    2. :P..vabbé mi sono sbagliata ;-)
      a Roma c'ero il 21, peccato però, perché per i buffet mi tiro mai indietro :-)
      Com'è andata la presentazione? bacioni

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    3. Benone...! mannaggia a te, praticamente l'hai lisciata di un giorno!

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  7. Perbacco non sapevo di questo evento..il prossimo anno sarò in prima fila :)

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    1. hehehe nun ce provà Bill! Dovrai passare sul mio cadavere per avere i piatti con l'ovo sodo :P

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  8. ehh se tutte le confraternite avessero queste derive magnerecce...secondo noi non ci sarebbe tutta sta crisi delle vocazioni..anzi!

    daje che iniziano ad arrivare le prime goduriosissime ricette al contest :P

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    1. sto seguendo, sto seguendo! Ma un assaggio delle ricette in stile confraternita dei broccoli no? ;)

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  9. a quest'ora mi devi parlà di ste' delizie??? Mmmmmmmmmm e ora? Prima che riesca a mettere qualcosa sotto i denti passeranno almeno 2 ore...uffa. Meriterei il libro in regalo con dedica solo per questo :D Mannaggia, e dire che oggi ero in centro...se non ricordo male una libreria in pieno centro lo vendeva...uhm...vado a ricontrollare va, che giovedì lo prendo (anche perché io non posso partecipare al contest, in cucina e ricette merito uno zero spaccato!) :P

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    1. hahahaha io pure sono dedito esclusivamente alla fruizione passiva della cucina! Fammi sapere se hai trovato il libro, tu non puoi non conoscere la "libreria del viaggiatore"..praticamente dovrebbe essere casa tua ;)

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  10. Confermo che "Roma fuoripista" conto di acquistarlo e sfogliarlo ben presto.

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    1. Grazie Costantino. Se riesci a prenderlo dal sito www.romafuoripista.com te lo dedico volentieri :)

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